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Leggo della nuova campagna anti-fumo lanciata negli States. Vedendo una delle proposte mi riesce difficile non chiedermi: “Beh, e la novità dov’è?”

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Come tanti fumatori di pipa, il vostro Bruce apprezza il Toscano. Oggi vi propongo la “versione” svizzera. Si tratta dei Toscanelli (esistono solo nella versione ammezzata) prodotti dalla Fabbrica Tabacchi Brissago (ora di proprietà della Dannemann) con il marchio La Nazionale, in due versioni: Forti e Maduro.

Diciamolo subito non sono dei veri Toscani e probabilmente il purista li troverà leggerini.  I La Nazionale infatti hanno meno battuto al loro interno (basta prenderne uno in mano per sentire che è più leggero), e il fumo risulta meno ricco di nicotina. Si tratta quindi di toscani fumabili più tranquillamente (ad esempio io il Toscano originale a stomaco vuoto non lo reggo, il Nazionale non mi dà nessun problema).

Il prezzo è anche accessibile: una confezione di La Nazionale da 5 costa Fr. 3,80. (un po’ meno di 3 euro al cambio attuale.) e il pacco convenienza da 10confezioni costa circa 32 Fr.

Aehm, lo so, l’etichetta sulla confezione dei Forti non è convenzionale. Ma mi ero un po’ stufato dei soliti messaggi minatori… Se vi piace la potete scaricare qui.

Lorenzo pipe

L’acquisto di una pipa al mercatino delle pulci (a cui dovrò prima o poi dedicare un post) è stato l’occasione per conoscere una marca poco nota (almeno ai più giovani): Lorenzo pipe.

La storia della Lorenzo Pipe è inscindibile da quella delle numerose manifatture sorte in Lombardia tra fine ‘800 e inizio ‘900. La nostra avventura inizia nel Varesotto di fine ‘800, dove alla fine degli anni ’80 i fratelli Lana aprono a Gallarate la Manifattura Pipe Fratelli Lana, che avrà tra i suoi dipendenti anche Stefano Santambrogio (più tardi fondatore dell’omonima ditta). Nel 1899 la ditta deve però chiudere per poi riaprire qualche anno dopo. Nel 1920, Romolo Aliverti si aggiunge ai fratelli Lana e contribuisce a far conoscere il marchio anche al di fuori dei confini nazionali. Proprio in quel periodo la Lana produce pipe destinate ad essere vendute con il marchio Savinelli (che inizierà una produzione propria solo a partire dal 1948). Nel 1939 la ditta raggiunge dimensioni ragguardevoli per l’epoca e impiega circa 120 persone.

Una svolta importante avviene nel 1946 quando la ditta si fonde con la Manifattura di Lorenzo Tagliabue e cambia nome in Lorenzo pipe. La ditta gode ormai di prestigio internazionale. Nel 1954 Riccardo Aliverti (nella fotografia), figlio di Romolo inizia a lavorare nella ditta e ne diventa il direttore nel 1973 acquisendo poi la fabbrica nel 1988. Nel frattempo Lorenzo Tagliabue si era ritirato. Nel 1991, Massimo Aliverti, figlio di Riccardo, raggiunge il padre in ditta perpetuando così una passione giunta ormai alla terza generazione.

Le pipe Lorenzo sono perlopiù di forma classica ed economiche (non di rado presentano qualche stuccatura). Si tratta però di pipe ben costruite e dalla fumata relativamente asciutta. Il rapporto qualità prezzo ne fa pertanto un’ottima pipa per chi comincia o per chi vuole una pipa da battaglia ad un prezzo ragionevole.

Per saperne di più:


Spesso il fumatore di pipa si concede altre forme di tabacco, come avana o toscani. L’Accademia del fumo lento è un forum dedicato al piacere del tabacco in tutte le sue forme (c’è anche una sezione dedicata al tabacco da fiuto).

I libri validi e belli sulla pipa scarseggiano in italiano. La pipa. Guida completa di Eppe Ramazzotti è attualmente uno dei titolo più interessanti sul mercato.

A volte lo stile risulta un po’ vecchiotto (la prima edizione è del 1967…), ma ci sono tante informazioni interessanti. Non aspettatevi niente di particolarmente sistematico, la guida di Ramazzotti è  un viaggio nel mondo della pipa fatto da un fumatore di lunga data. Eppe Ramazzotti non è né un pipemaker né un rivenditore di pipe, è semplicemente un appassionato fumatore. E con la sua guida riesce ad appassionare.

  • Eppe Ramazzotti, La pipa. Guida completa, Firenze, Giunti, 2001, euro 12,50.

Gli orientali sono tabacchi sun cured, dalla foglia piccola e dorata, coltivati i paesi mediterranei quali la Grecia, la Turchia e i Balcani. Nonsolopipa ha realizzato per voi una cartina con le zone di produzione (approssimativamente) delle varietà turche. Il tutto ricavato da qui, dove trovate altre informazioni utili.

Zone produzione tabacchi orientali Turchia

Secondo post (qui il primo) dedicato al noto scrittore francese Georges Simenon. Ecco cosa racconta del suo rapporto con la pipa e il fumo in un intervista del 1967 fattagli dal direttore della rivista francese Lui Jacques Lanzmann (e che ho tradotto dal francese):

L: Potrebbe definire un po’ la “sensazione”? Se lei mi domanda che sensazione procura un sigaro posso risponderle, ma ciò che si prova veramente fumando quella che si chiama una “buona pipa”…

S: Ebbene, le dà una certo rilassamento, e al tempo stesso una certa sicurezza. Il mattino, ad esempio, quando mi alzo la prima cosa che faccio è lavarmi i denti e poi carico una pipa. E quando inizio a bere i primi sorsi di the aspiro le prime boccate di fumo. Il fatto di mettere la pipa fra i denti, fin dal mattino, significa che la giornata comincia, che sono sveglio e sono attivo. E anche la sera, al momento di coricarmi, mi attardo un po’ per finire la pipa che ho fra i denti. Riesco sempre a trovare un modo per “imbrogliare” e mi dico: «Toh, ho dimenticato di ricaricare l’orologio» oppure «Non ho chiuso le persiane» e mi guadagno cinque minuti per finire la mia pipa.

Ho pipe ovunque, l’ha visto. Ne tengo su quasi tutte le mie scrivanie e tendo la mano automaticamente verso la pipa come verso il mio vizio. Credo proprio di fumare da quando mi alzo fino al momento di coricarmi,… salvo a tavola! Ho cominciato a fumare molto presto, verso i tredici anni. Fu a causa di una certa timidezza, di un bisogno di credermi uomo? Molto probabilmente sì, ma ne sono contento!

L: Fumava di nascosto dai suoi genitori?

S: No, no. Mio padre non mi diceva nulla. Era troppo intelligente per impedirmi di fare qualcosa, sapeva che l’avrei fatto comunque. È così anche con mia figlia [N.d.T allora quattordicenne], l’ha vista prima, è laggiù e fuma una sigaretta, ma non fuma di nascosto. La prima volta che l’ho vista fumare in un angolo, seminascosta, le ho detto: “Ma, Marie-Laure [N.d.T in realtà la figlia si chiama Marie-Jo], se vuoi delle sigarette, ce ne sono sul tavolo, non c’è bisogno di nascondersi”. Ha capito senza problemi.

L: Ci sono persone che le rubano le pipe per esporle “sotto vetro”, così come una volta si “rubavano” i mozziconi dello Zar?

S: Sì, mi capita spesso e mi infastidisce. Quasi ognuna delle mie pipe ha una storia; alcune sono state scelte da mia moglie, generalmente in occasione di compleanni. Tengo qui più di trecento pipe e per ognuna di esse so dove mi è stata data oppure dove l’ho comperata e in quale occasione. Insomma, ci sono dei legami quasi sentimentali tra le mie pipe e  me! Possiedo alcune grosse pipe che trovo molto belle ma che fumo di rado poiché bisogna fumarle in poltrona e devono essere tenute in mano. Non sono un collezionista, non vedrà nessuna pipa di schiuma, né in materiali diversi dalla radica. Non possiedo che pipe di radica, delle pipe normali. Sono un consumatore ordinario.”

(traduzione personale dall’originale in francese)